La quarta giornata del Guinness Women's Six Nations 2026 si presenta come il classico "moving day", quel turno cruciale in cui le ambizioni di titolo si cristallizzano e la lotta per il posizionamento nel torneo raggiunge il suo apice. È il momento in cui la resistenza fisica incontra la tenuta mentale: un passo falso ora significa non solo rinunciare ai sogni di gloria, ma anche subire un declassamento nelle gerarchie del rugby europeo proprio alla vigilia della chiusura del torneo.
I risultati della terza giornata hanno ridisegnato profondamente gli equilibri. La vittoria dominante dell'Italia sulla Scozia ha proiettato le Azzurre stabilmente al terzo posto delle "Power Rankings", segnando un'ascesa tecnica che ridefinisce le aspettative per il podio finale. Al vertice, la Francia ha risposto all'Inghilterra vincendo un match di logoramento contro l'Irlanda, mentre le stesse irlandesi si trovano a dover gestire la frustrazione di una sconfitta arrivata nonostante un dominio territoriale netto. Con le "Red Roses" che mantengono medie realizzative superiori ai 50 punti a partita, la quarta giornata si apre con la consapevolezza che ogni possesso peserà come un macigno sulla bilancia del torneo. La prima fermata di questa volata decisiva ci porta a Parma.
Italia v Inghilterra: l'ambizione contro l'egemonia
Lo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma si prepara a ospitare un test di maturità per il rugby italiano. Le Azzurre arrivano a questo appuntamento sull'onda del 41-14 rifilato alla Scozia, un risultato che ha messo in mostra un gioco offensivo fluido e letale. Tuttavia, affrontare l'Inghilterra di John Mitchell significa misurarsi con lo standard aureo del rugby mondiale, una squadra capace di mantenere un ritmo incessante per ottanta minuti.
Il duello più elettrizzante si consumerà nel triangolo allargato. Si sfideranno infatti le due principali interpreti del contrattacco: Ellie Kildunne, prima nel torneo per metri percorsi (393), e la velocista azzurra Vittoria Ostuni Minuzzi, che occupa la terza posizione con 288 metri guadagnati. La loro capacità di gestire il territorio e trasformare i calci di liberazione avversari in piattaforme d'attacco sarà determinante per l'inerzia del match.
Sotto il profilo tattico, la sfida tra i pacchetti di mischia sarà il vero ago della bilancia. L'Italia punterà sull'energia di Vittoria Zanette, reduce da una doppietta, e sulla straordinaria dedizione di Francesca Sgorbini: con 43 cariche (carries), la flanker azzurra è la miglior avanti del torneo per volume di gioco, superata in questa statistica solo da due trequarti (Pauline Barrat e la stessa Kildunne). Tuttavia, l'Italia dovrà fare i conti con la potenza realizzativa di Sarah Bern (4 mete) e, soprattutto, con la visione di gioco di Meg Jones, attuale leader del torneo per assist. La strategia inglese punterà a utilizzare la superiorità nelle fasi statiche (set-piece) per negare all'Italia il possesso pulito. Se la mischia azzurra non riuscirà a garantire le "quick ball", il gioco espansivo guidato dalla velocità di Alyssa D'Incà verrà neutralizzato sul nascere. Resta da vedere se il calore di Parma basterà a colmare un gap tecnico contro una corazzata che finora è apparsa inarrestabile.
Scozia v Francia: disciplina e cinismo all'Hive Stadium
Mentre Parma testerà il soffitto tecnico dell'Italia, Edimburgo metterà alla prova le fondamenta della Scozia. Per le padrone di casa, il ritorno all'Hive Stadium deve coincidere con un "reset" totale dopo le crepe difensive mostrate in Italia. La sfida è delle più ostiche: affrontare una Francia cinica, capace di vincere a Clermont pur senza dominare il possesso palla.
In assenza della capitana Rachel Malcolm, la leadership scozzese passerà attraverso compiti specifici affidati alle veterane:
- Lana Skeldon: La sua precisione al lancio in touche sarà vitale. Attualmente è seconda nel torneo per rimesse vinte, preceduta solo dalla gallese Kelsey Jones; garantire palloni puliti è l'unica via per impensierire la difesa francese.
- Helen Nelson: A lei è affidata la gestione territoriale. Il suo gioco al piede dovrà essere millimetrico per evitare che le pericolose trequarti francesi, come Léa Murie, trovino spazio nelle fasi di transizione.
Il pericolo pubblico numero uno per la Scozia è Anaïs Grando. L'ala francese non è solo la miglior marcatrice (4 mete), ma è una specialista del "hold-up play": la sua abilità nel bloccare l'avversaria in piedi impedendo il placcaggio a terra permette alla Francia di forzare numerosi turnover tramite mischie chiuse a favore. Se la Scozia non migliorerà nettamente la propria disciplina, il gioco di rimessa francese trasformerà l'Hive Stadium in un terreno di caccia per Les Bleues.
Irlanda v Galles: l'importanza del risultato nel derby celtico
La giornata si chiude a Belfast, all'Affidea Stadium, con un derby celtico che mette in palio punti pesantissimi per la classifica. L'Irlanda cerca riscatto dopo aver sprecato troppo contro la Francia, mentre il Galles vuole capitalizzare la fiducia derivante dal record storico di punti segnati contro l'Inghilterra (24).
Punti di Forza Irlanda | Punti di Forza Galles |
|---|---|
Dominio Territoriale: Leader nel Round 3 per metri e occupazione. | Capacità Realizzativa: 4 mete marcate contro le Red Roses. |
Recupero Palloni: Erin King leader nei jackals (4). | Difesa Aerea: Gwen Crabb prima per rubate in touche (3). |
Portatori di Palla: Aoife Wafer miglior carrier del torneo. | Playmaking: La minaccia di Keira Bevan nel dettare il ritmo. |
Il cuore pulsante del match sarà il breakdown. L'Irlanda schiera la miglior portatrice di palla del torneo, Aoife Wafer, il cui scontro diretto con l'instancabile Bethan Lewis (colonna difensiva gallese) definirà il ritmo della partita. La vincitrice di questo duello permetterà alla propria mediana di azionare le trequarti. Per il Galles, la gestione di Keira Bevan sarà fondamentale, ma l'Irlanda risponde con il fattore X di Beibhinn Parsons: quarta nel torneo per difensori battuti (13), la sua capacità di rompere la linea sarà la chiave per scardinare una difesa gallese che, nonostante l'ottimo lavoro in touche di Gwen Crabb, ha mostrato fragilità nei placcaggi uno-contro-uno.
Analisi finale
I tre incontri di questa quarta giornata fungeranno da spartiacque definitivo per il Guinness Women's Six Nations 2026. Mentre il duello a distanza tra Inghilterra e Francia stabilirà chi arriverà all'ultimo turno con il destino nelle proprie mani per il titolo, il risultati di Italia e Irlanda saranno decisivi per definire le gerarchie del podio. La crescita dell'intensità fisica e della qualità tattica vista finora conferma il valore assoluto di questo torneo, ormai stabilmente, per qualità, ai vertici del rugby mondiale.

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