venerdì 28 dicembre 2018

Rugby femminile: ecco cosa ci lascia il 2018

Come sempre la fine dell'anno è tempo di bilanci ed anche noi come un po' tutti siamo qui a chiederci cosa ci lasciano questi dodici mesi di palla ovale in rosa, in Italia ma non solo. Dodici mesi di rugby, tra vittorie incredibili, piccole o grandi rivoluzioni, ma anche un dolore ancora vivo di una ferita che sarà impossibile  rimarginare. Ecco cosa è stato per noi il 2018.

1. LA VITTORIA DELLE AZZURRE AL MILLENNIUM STADIUM 
Per la prima volta il rugby femminile fa tappa al  Principality Stadium di Cardiff, tempio gallese della palla ovale per una partita del Sei Nazioni.  Alla fine del match le azzurre strapperanno una vittoria storica, prima squadra italiana di sempre ad espugnare la roccaforte gallese. L'Italia parte molto bene con la meta, al 9' minuto, di Isabella Locatelli, ma il match è molto equilibrato, fino alla mezz'ora, quando le gallesi accorciano le distanze con un piazzato di Wilkins e poi con una meta di Butchers vanno in vantaggio. Nel finale di primo tempo con la meta di Magatti le Azzurre si riportano in vantaggio. Nella ripresa l'Italia mantiene il pallino del gioco: al 50' arriva la terza segnatura, marcata da Beatrice Rigoni. Nel finale di gara le gallesi si fanno pericolose, marcano una meta al 73' con Harrie e rientrano in partita. Ma le Azzurre non demordono e nel finale arriva anche la meta del bonus offensivo con Sillari. Finisce 15 - 22. Tripudio azzurro ed una pagina di storia del nostro rugby che viene scritta con inchiostro indelebile. 

2. IL RUGBY COLORNO VINCE LO SCUDETTO PER LA PRIMA VOLTA
Il Rugby Colorno si aggiudica sul prato del "Pata Stadium" di Calvisano il titolo di Campione di Serie A Femminile 2017/18. Il Valsugana Rugby Femminile detentrice dello scudetto viene battuta dalle “Furie Rosse” allenate da Cristian Prestera al termine di una gara combattuta con il punteggio di 20 - 29. Il match è equilibrato e combattuto, in mischia ordinata la fanno da padrone le colornesi mentre in touche Valsugana è più rapida. Valentina Ruzza e il capitano Elisa Giordano tra le migliori in campo dalla parte veneta, Giada Franco e Michela Sillari tra le parmensi. Dopo un primo concluso in vantaggio per 19 a 12, nel secondo, le emiliane prendono il largo andando oltre il break e chiudendo con un calcio in touche di Veronica Madia sul punteggio di 20 - 29.Primo storico successo per il Rugby Colorno che saluta nel migliore dei modi l’allenatore Cristian Prestera che dalla diventerà head coach della squadra maschile. 

3. LA MORTE DI REBECCA BRAGLIA
Il 2 maggio "purtroppo" sarà un'altra data che rimarrà indelebile nella mente di ogni rugbista d'Italia. Viene annunciata dall'ospedale "Bufalini" di Cesena la morte di Rebecca Braglia, la 18enne rugbista degli Amatori Parma, ricoverata nel reparto di Rianimazione dopo aver riportato un trauma cranico in un placcaggio, durante una partita a sette di Coppa Italia a Ravenna. Il mondo del rugby (non solo in Italia) si ferma sotto choc, ma saprà anche grazie alla forza incredibile del padre di Rebecca (Giuliano Braglia), uscire da questa tragedia più forte ed unito che mai.

4. CAMBIA LA COPPA ITALIA A 7: ARRIVA X-RUGBY 
Cambia il rugby femminile italiano. Secondo quanto comunicato dalla Federazione Italiana Rugby nella giornata di venerdì 19 luglio, nella stagione successiva cambierà radicalmente la Coppa Italia. Modifica fondamentale è quella inerente il regolamento di gioco: viene scelta la formula X-Rugby, promossa da World Rugby in modo da indirizzare una pratica iniziale del rugby a sette verso la trasformazione in rugby a quindici. Per fare questo si inseriscono alcune norme particolari come la mischia a tre giocatrici senza possibilità di spinta, l’obbligo di effettuare placcaggi solo a partire dalla linea delle spalle, il coinvolgimento di non più di due atlete per squadra su ogni punto di incontro e di non più di tre atlete per squadra in maul. Non ci saranno le trasformazioni, ma ci sarà la possibilità di segnare 7 punti con una meta in una zona rossa appositamente delimitata all’interno dell’area di meta. L’aggiunta di giocatori a ruck e maul sarà limitata nel numero. Abolita la finale nazionale per la categoria seniores, si giocherà invece quella per U16 ed U18. 

5. GIADA FRANCO ED IL SEI NAZIONI: DA ESORIDIENTE ALL'INSERIMENTO NEL XV IDEALE DEL TORNEO
Scrum Queens, principale sito d’informazione per il rugby femminile internazionale, ogni anno stila la formazione ideale del Sei Nazioni. In mezzo alle tante transalpine (sette) e ad un cospicuo manipolo di inglesi (cinque), la direttrice Ali Donnelly ha selezionato anche l’azzurra Giada Franco, che in appena 4 presenze ha stupito e convinto tutti tra appassionati e addetti ai lavori. La terza linea 21enne del Colorno ha esordito contro l’Irlanda, alla seconda giornata, partendo dalla panchina, dopodiché non è più uscita dal XV titolare mettendo in mostra soprattutto le sue grandi doti di ball carrier. A Cardiff, nella vittoria contro il Galles al Principality Stadium, è stata nominata Woman of the Match, mentre al ‘Plebiscito’ di Padova ha prima propiziato una meta per Bettoni e ha poi realizzato la sua prima con la Nazionale per il momentaneo 19 - 0. Scrum Queens ha motivato il suo inserimento nella formazione così: “Franco è stata una rivelazione ha fatto fin troppo bene per poter essere lasciata fuori. L’Italia dovrebbe costruire il suo pack attorno a lei nei prossimi anni”.

6. PARABIAGO SI AGGIUDICA L'ULTIMA EDIZIONE DELLA COPPA ITALIA 
In quel di Calvisano il Parabiago si aggiudica l'ultima edizione della Coppa Italia (prima della trasformazione in X-Rugby) battendo nell’atto conclusivo il Montebelluna per 21 - 0. Un trofeo particolare e carico di emozioni, poichè da quest’anno si è deciso di intitolarlo alla memoria di Rebecca Braglia. A consegnare la coppa è stato Giuliano Braglia, padre di Rebecca. Il Villorba si aggiudica il “Trofeo Interregionale Under 16” battendo in finale 28 - 7 il Rivoli. 

7. LA NUOVA ZELANDA VINCE LA COPPA DEL MONDO 7s  
All'AT&T Park di San Francisco, la Nuova Zelanda mantiene il titolo di campione del mondo 7s femminile conquistato nel 2013 a Mosca. Le neozelandesi dominano il torneo eliminando facilmente agli ottavi di finale il Messico (57 - 0), poi l'Irlanda (45 - 0), gli Stati Uniti, battuti non senza qualche difficoltà (26 - 21) e infine la Francia (29 - 0). Le francesi, vera rivelazione del torneo arrivano in finale dopo aver affrontato avversarie più ostiche. Dopo la vittoria con il Giappone (33 - 7) è stato il turno del più quotato Canada (battuto a sorpresa 24 - 19) e le campionesse olimpiche in carica dell'Australia (vittoria per 19 - 12). Il 3° posto è andato proprio alle australiane che hanno battuto gli USA padrone di casa (14 - 24). Si conclude bene il torneo per la Spagna Femminile che vince la finale per il 5° posto battendo l'Irlanda (7 - 12). Male l'Inghilterra che chiude al 9° posto dopo essere stata eliminata agli ottavi dall'Irlanda. Le inglesi ottengono il Challenge Trophy battendo il Giappone (31 - 5). La francese Anne-Cécile Ciofani viene scelta come miglior giocatrice del torneo.

8. UN PASSO VERSO IL PROFESSIONISMO: FRANCIA,  INGHILTERRA E NUOVA ZELANDA, ADOTTANO I CONTRATTI "PRO" ANCHE PER LE NAZIONALI A 15s  
Dopo l'adozione dei contratti centralizzati per il rugby 7s, c'era stato parecchio malumore tra le giocatrici di svariate nazionali di rugby a 15s. Le cose hanno cominciato a prendere una peiga diversa quando la RFU ha annunciato che 28   giocatrici inglesi di rugby union diventeranno professioniste dal  2019. L'Inghilterra tornerà a garantire un contratto a tempo pieno anche alle atlete del 15s. Alle 28 ragazze future professioniste, la RFU affiancherà sette atlete attraverso degli accordi EPS per un totale di 35 ragazze coinvolte. La nazionale si allenerà all Bisham Abbey National Sports Centre durante le finestre internazionali. La Federazione inglese aveva già stipulato dei contratti professionistici per il rugby a 15 nel luglio 2016, ma aveva poi deciso di dirottare le proprie risorse soprattutto sul rugby a 7 dopo la Coppa del Mondo 2017, suscitando notevoli polemiche tra le giocatrici. Non passerà molto tempo che Francia e Nuova Zelanda decideranno di allinearsi alla Federazione Inglese, scavando un gap importante con le altre nazioni del mondo ovale in rosa. 

9. IL NOVEMBRE INTERNAZIONALE DELLE AZZURRE, CON DUE VITTORIE CONVINCENTI CON SCOZIA E SUD AFRICA 
Dal 2012 le le ragazze di Andrea Di Giandomenico avevano faticato a ricavarsi dei test-match al di fuori della finestra del Sei Nazioni. Quest'anno invece le cose sono andate in maniera molto diversa e l'Italia è potuta scendere in campo a Novembre in due partite fondamentali nell'ottica della preparazione al prossimo Sei Nazioni. Le azzurre aprono la loro stagione a Calvisano con un più che convincente successo interno contro la Scozia. Sul prato del PataStadium di Calvisano mettono la gara al sicuro con una partenza bruciante che non lascia scampo alla Scozia. Sei mete per un 38 - 0 finale che da morale e convinzione a tutto l'ambiente. Il novembre internazionale si conclude a Prato con l’Italdonne che chiude imbattuta, superando per 35 - 10 al “Chersoni” il Sudafrica nel primo test-match nella storia delle due Nazionali. Furlan e compagne, dopo il successo sulla Scozia di tre settimane prima, confermano il proprio ottimo momento ed il settimo posto nel ranking internazionale femminile gestendo ottimamente la gara e confermando aggressività in difesa e voglia di produrre e imporre il proprio rugby in attacco.

10. STORICA VITTORIA DELLA FRANCIA SULLA NUOVA ZELANDA 
La Francia femminile chiude il suo fantastico 2018 (nel quale ha vinto il Sei Nazioni con tanto Grand Slam) battendo 30 - 27 le Black Ferns neozelandesi nel secondo Test Match tra le due nazionali, scrivendo una pagina di storia importante nel rugby transalpino. Allo Stade des Alpes di Grenoble, davanti a ben 17.102 spettatori, le francesi hanno vinto per la prima volta in una sfida ufficiale contro le campionesse del mondo in carica, che nel primo round giocato una settimana prima a Tolone avevano vinto 0 - 14.
La seconda partita è andata in maniera molto diversa, perché le Bleues si sono sbloccate subito con la meta di Duval (6′), che ha dato il via ad un botta e risposta di marcature pesanti culminato con il 19 - 14 della fine del primo tempo. A inizio ripresa, Caroline Drouin ha segnato la quarta meta per le padrone di casa e ha portato le sue compagne di squadra sul +10. Il vantaggio sopra break è durato poco per l’immediata risposta della Nuova Zelanda con Winiata (2 4 -21).
A diventare decisivi sono stati gli ultimi venti minuti: Ruahei Demant ha lasciato in 14 le Black Ferns sul 24 - 24, superiorità numerica di cui ha approfittato la Francia con due piazzati di Drouin per il 30 - 24. Cocksedge ha accorciato sul 30 - 27al 70′, ma nel finale l’ultima offensiva delle Black Ferns si è conclusa con un turnover che ha fatto partire la festa transalpina.

Nessun commento:

Posta un commento