Storie dalla Coppa del Mondo: un viaggio nell'anima del rugby femminile

C'è un mondo sportivo che per troppo tempo è rimasto ai margini, una pagina scritta con tanta fatica e ancora più passione che meritava di essere raccontata. Oggi, quella pagina diventa un libro: "24 Città, 111 Rugbiste… E io. Storie dalla Coppa Del Mondo Femminile di rugby" di Lorenzo Cirri. 

Non aspettatevi un semplice resoconto di cronache, risultati e statistiche. Questo libro è un viaggio viscerale e appassionato nell'anima del rugby femminile, un universo dove ogni meta è una conquista e ogni sconfitta una lezione.

Nato dall'urgenza di dare voce a chi troppo spesso è rimasta in silenzio, il volume raccoglie anni di osservazione, interviste e viaggi. Lorenzo Cirri, che ha trasformato la cronaca in testimonianza, ci guida attraverso una narrazione che scolpisce storie nell'anima. L'autore stesso ammette di essersi trovato di fronte a "qualcosa di più grande di uno sport", scoprendo "anime in lotta, sogni cuciti con il filo della fatica, e una bellezza ruvida che non chiede il permesso per esistere".

Il cuore pulsante del libro è la rivalità iconica tra le Red Roses dell'Inghilterra e le Black Ferns della Nuova Zelanda. Cinque finali mondiali, cinque battaglie epiche che hanno ridefinito i concetti di competizione e rispetto. Il libro ci trasporta dal primo scontro a Barcellona nel 2002, passando per il cuore spezzato delle inglesi a Twickenham nel 2010, fino alla spettacolare finale dei record a Eden Park nel 2022, dove le neozelandesi trionfarono in una partita che è già leggenda. Questa saga non è solo sport, ma "letteratura", "cinema", una poesia in movimento che contrappone l'ordine e il metodo inglese all'improvvisazione e al "jazz" neozelandese.

Il rugby femminile, però come scrive Cirri, è molto più di una singola rivalità. Tra le pagine di questo libro, brillano storie indimenticabili come la vittoria dell'Italia contro gli Stati Uniti nel 2022, un momento storico in cui la squadra italiana ha dimostrato al mondo di saper "scrivere poesia" anche sui campi da rugby, l'impresa d'Irlanda, la storica vittoria del 2014 contro le imbattibili Black Ferns, una partita che ha dimostrato come "il coraggio può riscrivere la storia", o la narrazione toccante sulla bellezza incompiuta della Francia, una squadra piena di talento ma perseguitata da una sorta di maledizione, sempre a un passo dalla finale, con tre semifinali iconiche (1994, 2014, 2022) che sono diventate "ferite" e "prove di grandezza".

Il libro è anche un tributo alle figure che hanno segnato questo sport. Incontrerete Portia Woodman, icona neozelandese descritta come uno "tsunami" che si abbatte sul campo, ed Emily Scarratt, erede spirituale della pioniera Emily Valentine, la cui carriera è un "tributo alla bellezza senza tempo dello sport".

Le storie più toccanti sono forse quelle meno conosciute. Come il sogno impossibile delle giocatrici sovietiche alla prima Coppa del Mondo del 1991: arrivate a Cardiff senza sponsor né supporto, costrette a vendere vodka e caviale per pagarsi vitto e alloggio, dimostrarono che "esserci è già una vittoria". O la storia delle "Quattro di Richmond", le visionarie che organizzarono quel primo mondiale in modo "clandestino", contro il parere delle istituzioni, mosse solo dalla passione e dal desiderio di dare al rugby femminile un palcoscenico.

"Le storie, non si scrivono per essere gli unici a poterle raccontare. Si scrivono per poterle condividere". Con questo spirito, Lorenzo Cirri ci consegna un'opera che non è solo una raccolta di racconti sportivi, ma un tributo alla resilienza, alla passione e a una rivoluzione gentile. È un invito a guardare il rugby femminile non come una variante, ma come "una fiamma che arde di luce propria". Un libro da leggere con il cuore aperto, per lasciarsi travolgere. Perché, come avverte l'autore, "una volta entrati in questo mondo, non si torna più indietro".

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