Ci sono storie che non parlano soltanto di sport, ma di ciò che lo sport lascia dentro le persone. La storia di Sara Tounesi, ex giocatrice dello Stade Bordelais e della nazionale italiana femminile, appartiene a questa categoria: un racconto di identità, trasformazione e coraggio.
A inizio stagione un infortunio l’ha costretta a fermarsi. Una parola semplice, “stop”, che però per un’atleta di alto livello significa molto di più: significa ridefinirsi, rimettere insieme i pezzi, trovare un nuovo baricentro. Sara lo dice con una sincerità disarmante: «Senza il rugby a volte mi sento un po’ persa». Eppure, proprio da quella vulnerabilità nasce la sua nuova direzione.
Dal campo alla strada: un viaggio che non è turismo, ma responsabilità
Per anni aveva sognato un viaggio diverso da tutti gli altri. Non una vacanza, ma un’esperienza umana, utile, capace di restituire qualcosa. Durante la carriera era impossibile: allenamenti, partite, trasferte, ritmi serrati. Adesso, invece, quel tempo esiste.
A luglio partirà per la Tanzania, dove trascorrerà un mese all’interno di Mwema Children, una ONG fondata nel 2007 nel distretto di Karatu, regione di Arusha. Un’associazione che difende i diritti dei bambini più vulnerabili: quelli che vivono in strada, quelli che non hanno nessuno, quelli che rischiano di essere dimenticati.
Oggi Mwema Children sostiene 54 giovani, garantendo cibo, scuola, vestiti, cure e soprattutto un luogo sicuro. Sara ha scelto questa realtà dopo lunghe ricerche, superando dubbi e timori legittimi: «Di chi posso fidarmi? Come posso essere sicura che il mio contributo sia davvero utile?». Le risposte sono arrivate, e con esse la decisione di partire.
Una raccolta fondi concreta, trasparente, necessaria
Per sostenere l’associazione e l’economia locale, Sara ha aperto una raccolta fondi. Non per finanziare il viaggio, ma per portare risorse direttamente sul posto. E lo fa con una chiarezza che raramente si vede:
- 20 € = quaderni e materiale scolastico per un anno
- 20 € = scarpe e uniforme scolastica
- 20–22 € = libri scolastici (a seconda del livello)
Numeri semplici, immediati, che mostrano quanto poco basti per cambiare davvero la vita di un bambino.
Il valore che il rugby lascia: costruire insieme
Chi ha vissuto il rugby dall’interno riconosce subito il filo rosso che attraversa questa iniziativa. Il rugby come scuola di disciplina, coraggio, fatica condivisa. Il rugby come strumento di emancipazione. Il rugby come comunità.
Sara lo dice con una lucidità che colpisce: «Le più grandi vittorie si costruiscono insieme». E oggi chiede alla sua comunità – quella del rugby, quella dello sport, quella delle persone che credono nella responsabilità collettiva – di aiutarla a costruirne una nuova.
Per chi vuole sostenere il progetto
Ogni contributo, piccolo o grande, ha un impatto reale. E soprattutto permette a Sara di trasformare una transizione difficile in un gesto di cura verso gli altri.
Questa la bellissima lettera che ci ha fatto pervenire Sara:
"Ciao a tutti, mi chiamo Sara, ho trent’anni e sono un ex giocatrice dello Stade Bordelais e della nazionale italiana femminile di rugby. Purtroppo all’inizio di questa stagione, a causa di un infortunio, ho dovuto interrompere la mia carriera sportiva. Il rugby mi ha dato tantissimo : mi ha insegnato valori come la disciplina e il coraggio, mi ha fatta crescere, a volte soffrire, ma soprattutto mi ha regalato delle esperienze di vita indimenticabili e degli incontri diventati indelebili. Il rugby per me è stato anche un vero e proprio strumento di emancipazione, scoperta e apprendimento.
Oggi però devo considerarmi un’ex atleta di alto livello (e non è ancora facile dirlo). Così mi sono posta una domanda semplice, ma fondamentale: cosa voglio realizzare adesso? Sarò sincera, senza il rugby a volte mi sento un po’ persa. La transizione non è semplice. Ma sto cercando di trasformarla in un’opportunità. Da tempo sogno di fare un viaggio, ma non turistico. Un viaggio umano. Un viaggio utile. Durante la mia carriera quest’esperienza non era possibile, tra allenamenti e competizioni era impossibile trovare il tempo per incastrare anche questo desiderio. Oggi però ho la possibilità di esaudirlo.
A luglio partirò per la Tanzania per trascorrere un mese all’interno di un’associazione di cui ho totale fiducia: Mwema Children. È una ONG situata nel distretto di Karatu, nella regione di Arusha. Fondata nel 2007, la sua missione è difendere i diritti dei bambini, in particolare di quelli che vivono in strada o si trovano in situazioni di grande vulnerabilità. Lo ammetto, all’inizio avevo paura. Mi sono chiesta : di chi posso fidarmi? Dove posso andare? Come posso essere sicura che il mio contributo sia davvero utile? Dopo lunghe ricerche ho trovato quest’associazione e ho deciso di lanciarmi. Ed è proprio questo il motivo per cui oggi mi sono ritrovata a creare questa raccolta fondi. Il denaro raccolto verrà utilizzato direttamente sul posto per sostenere l’associazione e contribuire anche all’economia locale.
Attualmente l’associazione si occupa di 54 giovani: li nutre, li manda a scuola, li veste e li sostiene in tutti i loro bisogni essenziali. Vorrei facilitarvi, donandovi un esempio concreto di quale potrebbe essere l’impatto della vostra donazione sul piano scolastico: ⁃ 20 € per ogni ragazzo/a = quaderni e materiale scolastico per un anno ⁃ 20 € per ogni ragazzo/a = scarpe e uniforme scolastica ⁃ 20–22 € per ogni ragazzo/a = libri scolastici (a seconda del livello) Qualsiasi contributo, piccolo o grande che sia, può portare ad una vera e propria differenza. E se la mia esperienza sportiva da rugbista mi ha trasmesso un valore è che le più grandi vittorie si costruiscono insieme. Oggi domando il vostro aiuto perché ho bisogno di voi per scriverne una nuova. Grazie di cuore.
Sara Tounesi"

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