2026: un anno di crescita e sfide globali per il rugby femminile

Dopo l'entusiasmo generato dal Mondiale del 2025, il 2026 si preannuncia come un anno fondamentale di espansione per il rugby femminile. Le federazioni di tutto il mondo hanno annunciato un numero crescente di partite internazionali, tour storici e nuove competizioni, delineando un futuro ricco di opportunità e spettacolo. Facciamo una panoramica completa dei principali tornei, delle rivalità più accese e dei momenti chiave da non perdere in un anno che promette di ridefinire gli equilibri globali di questo sport. Iniziamo il nostro viaggio dal Vecchio Continente, cuore pulsante della tradizione rugbistica.

Il Sei Nazioni Femminile: il cuore del rugby europeo

Il Guinness Women's Six Nations 2026 si conferma l'evento clou del calendario europeo, un torneo dove storia e rivalità si intrecciano in ogni partita. Quest'anno, tre trame narrative principali catturano l'attenzione degli appassionati:

  • La marcia delle Red Roses: L'Inghilterra, campione del mondo in carica, entra nel torneo con una striscia record di 33 vittorie consecutive. La squadra è il punto di riferimento globale e ogni avversaria sogna di interrompere il suo dominio.
  • La Francia in cerca di riscatto: Guidate dal nuovo Commissario Tecnico François Ratier, "Les Bleues" sono determinate a rilanciare la loro reputazione internazionale dopo il quarto posto ottenuto al Mondiale dello scorso anno. L'obiettivo è chiaro: battere l'Inghilterra, cosa che non accade dal 2018, specialmente nell'attesissima sfida finale del 17 maggio in casa.
  • Rivalità accese: La classica sfida tra Galles e Scozia si arricchisce di un nuovo duello tattico tra gli allenatori. Sione Fukofuka, al suo primo Sei Nazioni con la Scozia, cercherà di avere la meglio sulla squadra di Sean Lynn in un incontro storicamente molto combattuto.

Il torneo prenderà il via sabato 11 aprile con un weekend di apertura ricco di spunti.

Partita del Weekend di Apertura

Contesto

Francia vs Italia

Prima uscita per la Francia con il nuovo CT; l'Italia cerca riscatto dopo l'eliminazione ai gironi del Mondiale per mano del Sudafrica.

Inghilterra vs Irlanda

Le campionesse del mondo in carica (Red Roses) iniziano la difesa del titolo.

Galles vs Scozia

Una classica rivalità, con la Scozia guidata dal nuovo allenatore Sione Fukofuka.

I campionati nazionali di riferimento

La forza delle nazionali europee si fonda su campionati nazionali sempre più competitivi.

  • PWR (Inghilterra): Gloucester-Hartpury è la squadra da battere, attualmente imbattuta e a caccia del suo quarto titolo consecutivo. La finale, fissata per il 28 giugno, sarà l'apice di una stagione che vede anche un'intensa lotta per guadagnarsi i play off ed evitare la parte bassa della classifica.
  • AXA Elite 1 (Francia): Nel massimo campionato francese, Tolosa e Romagnat sono le due squadre che attualmente guidano la classifica, dimostrando la qualità del movimento rugbistico transalpino.

Oltre ai tornei principali, altre competizioni arricchiscono il panorama europeo. Il Celtic Challenge vede la partecipazione di due squadre irlandesi, due gallesi e due scozzesi, offrendo un'importante piattaforma di sviluppo per le giocatrici di queste nazioni. Parallelamente, il Women’s Rugby Europe Championship si svolgerà a fine marzo con un formato a girone unico tra Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e il Belgio, che partecipa al posto della Svezia. E mentre l'Europa vive le sue intense rivalità, dall'altra parte del globo si preparano sfide altrettanto avvincenti.

Il Pacific Four Series e la O'Reilly Cup

Il Pacific Four Series, che prenderà il via ad aprile, è il principale torneo dell'emisfero australe e riunisce quattro potenze del rugby mondiale: Nuova Zelanda, Canada, USA e Australia. La competizione rappresenta un banco di prova fondamentale, con l'Australia che ha già confermato le trasferte negli Stati Uniti per affrontare il Canada l'11 aprile e le USA Eagles il 17 aprile. Lo scontro tra le Black Ferns neozelandesi e le Wallaroos australiane avrà una doppia valenza, essendo valido anche come primo dei due match per la prestigiosa O'Reilly Cup.

I due Super Rugby

I campionati nazionali di Australia e Nuova Zelanda rappresentano il vertice del rugby per club in questa parte del mondo.

  • Super Rugby Women’s (Australia): Il torneo inizierà a giugno. Le NSW Waratahs sono le campionesse in carica e cercheranno di difendere il titolo.
  • Super Rugby Aupiki (Nuova Zelanda): Anche questo campionato prenderà il via a giugno. Le Blues sono la squadra da battere, determinate a conquistare il loro terzo titolo consecutivo.
  • Super Rugby Champions Final: La stagione culminerà con un'avvincente finale tra le vincitrici dei due campionati, un evento che decreterà la squadra di club più forte dell'Oceania.

Oltre a questi tornei consolidati, il 2026 segna un'importante fase di espansione globale, con nuove iniziative e tour che ridisegnano la mappa del rugby femminile.

L'espansione globale: nuovi Orizzonti, tour Internazionali e il Sudafrica come nuova potenza emergente

Un segnale potentissimo della crescita del rugby femminile arriva dal Sudafrica. La federazione ha annunciato il lancio di una nuova Women's Super League e un piano senza precedenti per mettere sotto contratto centrale fino a 150 giocatrici. Questa mossa rappresenta un passo epocale verso la professionalizzazione e posiziona le Springboks Women come una forza emergente da tenere d'occhio. È chiaro dagli incontri di preparazione al Mondiale 2025 che sono la squadra da tenere d'occhio nel rugby femminile. Non sorprenderebbe troppo vederle semifinaliste al Mondiale del 2029.

Un calendario ricco di tour

Il 2026 sarà caratterizzato da una serie di tour e test match internazionali che promettono spettacolo e incontri inediti.

  • Black Ferns in Sudafrica: Un test match storico si terrà a Johannesburg il 5 settembre, il primo in assoluto per la Nuova Zelanda sul suolo sudafricano.
  • Australia nell'emisfero nord: Le Wallaroos affronteranno un tour di tre partite a settembre contro avversarie europee ancora da confermare.
  • Francia in Nuova Zelanda: "Les Bleues" si recheranno in Nuova Zelanda per una prestigiosa serie di tre test match a ottobre.
  • Scozia in Australia: A fine anno, la Scozia intraprenderà il suo primo tour in assoluto in Australia per disputare due test match.
Il WXV Global Series

La stagione autunnale culminerà con il nuovo formato del WXV Global Series, un torneo progettato per diventare l'apice del calendario internazionale. Ulteriori dettagli sulle partite e le sedi verranno annunciati nel corso dell'anno, consolidando questa competizione come un appuntamento imperdibile.

Questi sviluppi disegnano un quadro chiaro delle tendenze che definiranno il futuro immediato di questo sport.

In Conclusione: cosa aspettarsi dal 2026?

Il 2026 si profila come un anno di svolta per il rugby femminile, guidato da tre tendenze principali che ne modelleranno il futuro:

  • Crescita Globale: Il calendario internazionale, sempre più fitto e arricchito da tour storici in nuovi territori, dimostra come lo sport stia superando i suoi confini tradizionali per acquisire una portata autenticamente globale.
  • Professionalizzazione: L'iniziativa del Sudafrica di contrattualizzare 150 giocatrici è un passo fondamentale. Questo modello non solo eleverà il livello delle Springboks Women, ma potrebbe ispirare altre federazioni a investire in modo più strutturato, accelerando la transizione verso il professionismo su scala mondiale.
  • Dinamiche Competitive: Mentre l'Inghilterra cerca di prolungare il proprio dominio, l'ascesa di nuove contendenti e il desiderio di riscatto di potenze come la Francia promettono di rendere il panorama competitivo più incerto e avvincente che mai. Per gli appassionati, si prospetta un anno memorabile da seguire con grande attenzione.

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