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E quindi giochi a rugby? Niente di serio spero...

Le ragazze, il rugby ed il mondo del lavoro: un rapporto che non c'è.

Ho pensato molto all'incipit da dare a questo articolo. Volevo essere razionale o quantomeno provare a capire le ragioni di tutta quella parte di mondo lavorativo (o scolastico, che spesso anche lì le cose non funzionano per niente bene) che proprio non ce la fa con il rugby delle ragazze o forse con il rugby in generale. Sarà perchè ho dovuto fare ben 99 colloqui di lavoro prima di trovare il posto in cui sto e per buona parte di queste 99 volte mi hanno detto chiaramente: "Rugby? Beh se vuoi lavorare qui devi smettere!" con tanto di successivo "grazie le faremo sapere" al mio conseguente rifiuto.


Ecco perchè quando una giocatrice del Rugby Lido Women mi ha mandato questo scritto, mi è sembrato di tornare di nuovo lì, su quelle sedie brutte e scomode, davanti a qualche dirigente che mi guardava con fare spazientito, mentre tentavo di spiegargli cosa rappresentava per me questo sport e non ho potuto fare a meno di condividerlo.
Non vi dirò il nome di questa giocatrice, mi ha chiesto di rimanere anonima e leggendo capirete il perchè. Ci dovrebbe sempre essere un perchè alle cose, ma in Italia ancora oggi il perchè il rugby e lo sport non trovino il modo di andare d'accordo col mondo del lavoro (scuola), io fatico davvero a capirlo.

IN UN UFFICIO DI QUALCHE PARTE D'ITALIA

“E quindi giochi a rugby? Niente di serio spero…”
“In che senso?”
“Ma dai, una donna che gioca a rugby? Tu poi? Così bassina? Ma non vi fate male?”
“Ma veramente…”
“Guarda che se ti becco a lavoro con qualcosa di rotto per il rugby sono fatti tuoi!”

E poi magari capita, perché nella vita le cose capitano. E capitano anche alle donne, anche se alle donne sembra sempre che qualsiasi cosa succeda si debba imputare come una colpa; anche se alle donne non sono concesse attenuanti, non sono permesse sfortune o casualità. Ché se un uomo si fa male giocando a rugby “È uno tosto!” o al massimo “Capita…”, ma se una donna si fa male nello stesso modo…

UN LUNEDI POST PARTITA IN QUELLO STESSO UFFICIO

“Buongiorno! Ma cosa..?”
“Non mettere mai i tacchi a Venezia! L’ho sempre detto io, vedi come ti riduci? Ero sul ponte di legno, il tacco si è incastrato e niente, ho girato la caviglia e ecco: malleolo rotto!”
“Meno male, pensavo fosse stato il rugby, ti avrei ammazzata! Ma se sono tacchi, ok!” 

E anche stavolta il posto di lavoro è salvo. La dignità invece no, quella il contratto a quanto pare non la salvaguarda. Del resto quello l’ha stipulato la datrice di lavoro, che rompersi una caviglia cadendo da un tacco lo trova estremamente femminile. È meglio che una donna si faccia male cadendo da un ponte perchè indossa stupidi pericolosissimi artifizi culturali per farla sembrare più sexy piuttosto che facendo qualcosa che le piace, che la rende forte e felice, che le irrobustisce il corpo e il carattere. Si sa, è così.

Una giocatrice del Rugby Lido Women

2 commenti:

  1. Ciao a tutte/i, bello questo articolo, peccato che non possa mettere mi piace né condividerlo sulla mia bacheca di Facebook.
    Il primo anno di Rugby mi distorsi una caviglia, e, per quanto costretta ad usare le stampelle per tre settimane, saltai solo due giorni di lavoro. Poi mi ruppi il dito mignolo della mano sinistra, e in quel caso non saltai neanche un giorno di lavoro. Ma quest'anno una brutta caduta sul ghiaccio, con frattura e conseguente operazione, mi ha tenuta lontana dal lavoro per un mese. da allora è un continuo insinuare, un continuo "non giocherai più vero? Perchè se ti fai ancora male noi cosa facciamo". Purtroppo hanno scoperto, tramite Facebook, croce e delizia di tutti noi, che ho giocato ad un torneo 7's estivo, e da allora le pressioni sono cresciute. Non è stato il rugby a tenermi lontana dal lavoro, è stata una stupida e banale caduta sul ghiaccio dalle conseguenze nefaste, eppure tutti sembrano attribuire allo sport che amiamo le mie assenze dal lavoro, è veramente frustrante.

    D.S.

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    Risposte
    1. ...basta che copi il link ( http://ladiesrugbyclub.blogspot.it/2017/06/e-quindi-giochi-rugby-niente-di-serio.html ) nel tuo post su facebook. internet vecchia maniera! :)

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