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Da Terni alla Tyrrels 15s: Serena Settembri in campo con le Bristol Ladies

All'inizio dell'estate tra la miriade di notizie che accompagnavano l'avvicinamento al mondiale, ne era arrivata una che era passata quasi inosservata: Serena Settembri giocatrice dell'Umbria Rugby Ragazze che aveva appena concluso una stagione vissuta da protagonista con il Montevirginio, nel girone Sud della Serie A femminile, si apprestava a fare un provino in Inghilterra. 
La scelta era non caduta su una squadra qualunque, ma sul Bristol, compagine che annovera diverse stelle mondiali, arrivata in finale di Premiership lo scorso anno e che si appresta a competere nel nuovo campionato "Pro" femminile d'Inghilterra, la Tyrrels 15s Women's League.

Con il mondiale di mezzo poi non ne avevo poi più saputo niente, ma Serena, gentilissima e disponibile mi ha contattato qualche giorno fa per darmi una bellissima notizia: per la prossima stagione sarà una giocatrice del Bristol.
Ho subito voluto saperne qualcosa di più sulla sua avventura, su quello che ha trovato in Inghilterra, su quanto e perchè noi siamo lontanissimi da un rugby femminile d'Oltremanica che viaggia ad una velocità siderale.

Nella foto: Serena Settembri con la maglia delle Bristol Ladies
Ciao Serena, ho saputo del tuo provino a Bristol e mi piacerebbe chiederti come è andata e che impressioni hai avuto sul rugby "pro" d'Oltremanica. 

"Ciao, ho avuto il mio responso solo qualche giorno fa e mi hanno chiesto di restare e finalmente posso dirti qualcosa di più preciso. Anche se non lo pubblichi, penso sia importante che tu sappia certe cose visto il tuo grande interesse verso il rugby femminile. (A proposito, da giocatrice di rugby ti ringrazio per questo). Quindi, dimmi pure sono a tua disposizione". 

Per cominciare vorrei sapere come è nata l'idea di andare a giocare a Bristol?

"Tutto è iniziato quando il mio direttore tecnico a Terni (Mauro Antonini) mi ha messo in contatto con l'allenatore delle Bristol Ladies Kris De Scossa. Kris mi ha chiesto un video di presentazione (come giocatrice) da mettere su YouTube. Ha visionato il video e gli sono piaciuta, quindi mi ha invitato a due open day a Bristol che si sono svolti a luglio in cui in pratica hanno fatto una selezione. Ad agosto mi hanno invitato a tornare per giocare 3 amichevoli precampionato e dopo queste mi hanno dato il loro responso finale, fortunatamente per me positivo". 

Da quante giocatrici e composta la squadra? 

"La mia squadra è composta da 60 giocatrici di cui 15 hanno partecipato al mondiale che si è appena concluso, con Inghilterra, Irlanda e Galles. Ci alleniamo tutte assieme in un impianto che ha 7 campi , una palestra e la club house. In questa stagione noi faremo due squadre da 30 giocatrici ciascuna che giocheranno in in Tyrrel's 15 e nel Championship (la 2a divisione inglese)".

Come è composto lo staff tecnico?

"Abbiamo due allenatori ( uno per la mischia e uno per i 3/4) più l'head coach. Abbiamo due preparatori atletici, 2 fisioterapiste, un ortopedico e un video-analyst.
Lo staff medico è presente ad ogni allenamento e partita e il video analysts riprende ogni allenamento e partita.
Abbiamo un account su dropbox in cui i preparatori ci mandano il programma di atletica e in palestra e in cui il video-analyst ci manda i video dei nostri spezzoni di gioco e di allenamento. 

Rispetto al rugby che hai vissuto in Italia fino ad ora, cosa ti ha colpito di più dal tuo arrivo a Bristol? 

"La cosa che mi ha colpito di più è stata l'accuratezza con cui vengono organizzati gli allenamenti e i momenti "social" della squadra. È tutto programmato al minuto e al minimo dettaglio. Ci hanno dato un kit d'allenamento e un kit per i terzi tempi. Ogni domenica riceviamo una mail dal nostro allenatore con il programma d allenamento della settimana. Un'altra cosa che mi ha colpito è il fatto che ci alleniamo al campo solo due volte la settimana e in più abbiamo un giorno in palestra, ma per loro è fondamentale che abbiamo due giorni di riposo anche perchè l'intensitò degli allenamenti è davvero molto alta!".

A livello logistico come funziona? Dove vivi e come ti mantieni?

"Per quanto riguarda il vitto e l'alloggio, sto vivendo a casa di una mia compagna di squadra e il mio allenatore mi ha inserita come allenatrice nelle scuole, perché in Italia era il mio mestiere full time".

Quindi allenare sarà il tuo lavoro...
 
"Per mio interesse ho cercato anche un altro impiego fuori dal mondo rugbistico e ho avuto la fortuna di poter scegliere tra più lavori. La cosa che più mi ha stupito è stata che ai colloqui quando io ho detto che ero una giocatrice delle Bristol Ladies, ogni datore di lavoro mi ha fatto un orario di lavoro " su misura" in modo tale da essere libera per i miei allenamenti e partite, perché ho scoperto vivendo qui, che se sei una persona "di sport" vieni considerato una persona meritevole. 
Il rugby , ma lo sport in generale, è talmente insito nella cultura inglese che la loro quotidianità si basa anche su questo e gli orari di lavoro si basano anche su questo". 

Quanto siamo lontani in Italia (sul campo ma anche fuori dal campo) da una realtà come quella che stai vivendo tu? 

"In Italia avevo la fortuna di essere un'allenatrice di rugby, ma non ho mai potuto fare altro perché alla mia richiesta di poter essere aiutata con gli orari , mi hanno sempre detto che era un mio problema perché lo sport è secondario ad altre mille cose. Quindi questo è sicuramente l'aspetto dove ci vedo più lontani.
Per quanto riguarda il rugby al campo non credo che siamo troppo lontani a livello tecnico. Anzi, molte cose che ho sempre fatto le ho ritrovate in quello che facciamo agli allenamenti, ma penso che siamo lontani a livello organizzativo e sicuramente a livello di strutture. Qui anche la società più amatoriale ha comunque sempre la sua palestra e la sua clubhouse e almeno 2/3 campi. Io comunque provengo da una piccola realtà italiana quindi per me questo è davvero nuovo!".  

Una cosa che non ti saresti mai aspettata di trovare? 

"In effetti c'è una cosa che mi ha sorpreso moltissimo: anche se non siamo giocatrici professioniste, ci trattano come tali sempre e ogni componente dello staff si comporta da professionista. Questa è una cosa che per me è stata assolutamente nuova!". 

Una distanza che definirei siderale. Sia sul campo che fuori e come sempre l'aspetto inerente al lavoro è incredibile per chi come noi è abituato in Italia a lottare per avere due ore per allenarsi. Grazie Serena è stata una chiacchierata davvero illuminante! Naturalmente di tanto in tanto continuerò a romperti le scatole, per sapere come procede e farmi raccontare altro. 

"Grazie a te! Chiaramente puoi scrivermi quando vuoi!"

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