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Rugby femminile a 15s, a 10s o 7s: quando federazioni, club, giocatrici e tifosi la pensano in maniera diversa

Dopo l'introduzione del nuovo formato per la Coppa Italia (X-Rugby) in tutta Italia si è scatenata un'accesa discussione su quale sia la formula giusta per sviluppare il gioco per le ragazze. In questo panorama di discussioni e polemiche il nostro paese è solo l'ultimo arrivato, perché in varie federazioni si discute già da tempo (e non proprio amichevolmente) su quale sia il formato da adottare o più realisticamente quale sia quello che deve avere i finanziamenti. Vi facciamo un breve quadro qui.

 
INGHILTERRA: BASTA RISORSE PER IL 7s CHE NON PORTA RISULTATI.
E' notizia di questi giorni che le ragazze della nazionale a 15s stiano preparando uno sciopero perchè i contratti di cui tanto si parla ancora non ci sono e potrebbero essere posticipati al prossimo anno. La RFU continua a dirottare risorse sul 7s che ha prodotto un "misero" 9° posto in Coppa Del Mondo, un 4° posto alle Olimpiadi e pochissimo nelle World Series. Sono moltissime le giocatrici o i grandi nomi del passato che si sono schierate su questa posizione, sostenendo che se parliamo di rugby è più realistico e desiierabile vincere una Coppa Del Mondo che non inseguire una "favola" olimpica. Particolarmente duri gli interventi di due ex stelle della nazionale inglese, come Catherine Spencer: "Forget the Olympic dream or Red Roses will wither!" e Maggie Alphonsi: "RFU must fund England women's XV or we will be left behind!", ma anche del pubblico, principalmente maschile, che in Inghilterra continua a considerare rugby prima il 15s e poi il 7s.

IRLANDA: LE GIOCATRICI DI 15s VOGLIONO LE STESSE OPPORTUNITA' DI QUELLE DEL 7s
Il 7s femminile sta compiendo passi da gigante in Irlanda e l'ultima Coppa Del Mondo giocata a San Francisco, lo dimostra. L'Irlanda è una delle ultime arrivate in questo mondo e fino ad un paio di anni fa il focus della IRFU pareva centrato sul 15s, poi le cose sono cambiate. Questo cambiamento (con spostamento di soldi e risorse umane) è stato uno dei principali argomenti addotti per la disastrosa Coppa Del Mondo a 15s casalinga disputata dalle "girls in green". La questione dell'allenatore della nazionale a 15s che è stato assunto solamente part-time ed il rifiuto di prevedere forme di contratto per le ragazze del 15s hanno esacerbato gli animi durante tutta la stagione, ma è stata la decisione della IRFU di negare alla nazionale a 15s il tour in Australia a giugno (ufficialmente per un disguido organizzativo, in realtà per mancanza di fondi con la Coppa Del Mondo 7s alle porte) a scatenare una reazione ferocissima che ha spinto diverse giocatrici nazionali a prendere ufficialmente una posizione negativa nei confronti della federazione. Caso esemplare quello di Sene Naopu, stella della nazionale "verde" ma anche giocatrice della nazionale 7s ("Sick of staying quiet about missed ops for shared learning. Been working on a paper investigating a model of promo and dev in women's sport that could be sustainable for wom rugby in Ireland, but what’s the point?"), ma anche Leah Lyons ha espresso pubblicamente il suo disappunto: "Frustrating, disappointing, annoyed...". Anche in questo caso la base, soprattutto delle giocatrici, sembra più orientata verso il 15s, considerando che gran parte delle giocatrici scelte per la nazionale 7s vengono da football gaelico e netball.

FRANCIA: IL RUGBY A 10s PORTA LE GIOCATRICI A GIOCARE A 15s E TOGLIE RISORSE AL 7s
Da queste parti l'introduzione del rugby a 10s è stata salutata come una grande innovazione per il rugby francese (la si chiedeva anche qui), ma in Francia dopo la recente splendida Coppa Del Mondo 7s, culminata con l'argento, si guarda alle Olimpiadi con occhi decisamente diversi.
Questa volta sono i club (specialmente quelli più piccoli) che hanno preso posizione sostenendo che il rugby 10s è un tipo di gioco concepito per avvicinare le ragazze al 15s e così facendo non si incentiva la partecipazione al 7s.

AUSTRALIA: SENZA 15s NIENTE SPONSOR
L'Australia ha recentemente ripreso a curare li sviluppo del rugby a 15s femminile sul proprio territorio.
La nascita del Super W (fino alla scorsa stagione non c'era un vero campionato a 15s) e la pianificazione di alcuni test match per le Wallaroos avevano fatto notare un'inversione di tendenza, perchè fino allo scorso anno sull'onda lunga dell'oro olimpico e dei successi nelle World Series per la ARU, la federazione australiana, l'unico rugby femminile da sviluppare era il 7s. Poi sono cambiate un po' di cose, Raelene Castle è stata scelta come presidente della ARU e Buildcorp (un gigante dell'edilizia) ha deciso di investire nel rugby femminile diventando sponsor del campionato e della nazionale a 15s. Quando si è reso conto che la maggior parte delle risorse venivano investite ancora solo nel 7s si è ritirato lasciando la ARU in forte difficoltà, le sue parole sono state chiare "senza 15s niente sponsor!". Così la federazione ha dovuto rivedere tutta la sua programmazione per far tornare lo sponsor e la prova tangibile di come questo stia avvenendo è la candidatura dell'Australia ad ospitare la prossima Coppa Del Mondo a 15s nel 2021.

SPAGNA: MANCANO LE GIOCATRICI PER IL 15s PERCHE' MANCANO I SOLDI
Las Leonas sono ormai una realtà consolidata nel circuito 7s ed hanno appena concluso con un ottimo 5° posto la Coppa Del Mondo a San Francisco. La questione in terra iberica del complicato rapporto tra 15s e 7s è da sempre molto viva. Lo scorso anno, nonostante Iberdrola abbia deciso di sponsorizzare il campionato a 15s di Elite ci sono state moltissime difficoltà con squadre che hanno finito la stagione con poco più di quindici giocatrici, mentre nelle leghe inferiori sono tantissime le partite non disputate per via dei costi delle trasferte. Tante università hanno abbandonato gradualmente il rugby a 15s per dirottare sul 7s e gli effetti cominciano a vedersi. Recentemente anche Patricia Garcia, vera stella del circuito mondiale 7s, ma anche giocatrice della nazionale a 15s ha dichiarato: " il decimo posto la scorsa estate nella Rugby World Cup a 15s della Spagna è stato tutto sommato un risultato discreto, se consideriamo le risorse che abbiamo e che non esiste una lega professionistica di rugby XV, difficile poter fare meglio."

Anche in Nuova Zelanda fino alla recente introduzione dei contratti per le giocatrici della nazionale a 15s, c'erano state un po' di scintille, soprattutto dopo la vittoriosa Coppa Del Mondo del 2017.
Come vedete sembra non esistere una formula giusta per sviluppare il rugby femminile, soprattutto una formula che metta d'accordo tutti. Non sempre gli interessi di federazioni, club e giocatrici sembrano coincidere. Eppure dovrebbe certamente essere il contrario.

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